13 Apr

Maratona di Parigi: il racconto

“Parigi val bene una Messa”, disse Enrico di Navarra pur di essere incoronato re di Francia; “Parigi val bene una maratona”, diciamo invece noi Nati per Correre che abbiamo affrontato i 42,195 chilometri di domenica scorsa di un’altra fantastica edizione della maratona di Parigi.

E, se il sopracitato Enrico IV per ottenere la corona non si fece alcun problema a rinunciare alla sua fede e a convertirsi, domenica, per conquistare la medaglia e tagliare la linea del traguardo, invece, di fede per noi runner ce n’è davvero voluta tanta! Una fede unita alla determinazione, alla voglia di arrivare in fondo, magari, perché no, correndo il proprio personal best, alla consapevolezza dei sacrifici fatti per presentarsi sulla linea di partenza dei Campi Elisi.

E’ stato emozionante, di prima mattina, vedere proprio i Campi Elisi, per una volta non intasati dal traffico, riempirsi pian-piano di runner pronti ad affrontare la loro sfida, mentre alle loro spalle l’Arco di Trionfo si staglia maestoso : poi, il via della gara e un fiume di gente che si mette in moto sotto il cielo azzurro e il piacevole sole primaverile parigino.

Parigi è una città davvero molto affascinante e lo è ancora di più se affrontata di corsa, durante il percorso della maratona:  Place de la Concorde, il museo del Louvre, la Tour Eiffel, la Senna, tutto questo (e molto di più) ti passa davanti agli occhi e ti aiuta non poco a distrarti dalla fatica, ti spinge a proseguire anche se la testa e le gambe sembrano quasi cedere.

Poi il tappeto verde, gli ultimi 200 metri, le braccia alzate al cielo: anche questa è fatta, un’altra maratona, un’altra medaglia al collo. Perché noi siamo “Nati per correre” e farlo a Parigi è ancora più speciale.
Perché, per davvero, “Parigi val bene una maratona!”

Come iscriversi alla maratona di Parigi 2019?

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